
Stamattina Pino Masciari ha iniziato lo sciopero della fame e della sete davanti al Quirinale.
Pino Masciari è un imprenditore calabrese divenuto testimone di giustizia per aver denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica. A causa di ciò viene allontanato dalla sua terra, la Calabria, per l’imminente pericolo di vita che lo riguardava insieme alla sua famiglia.
Nel 1997 entra nel programma speciale di protezione e scompare dalla Calabria; testimonia nei principali processi contro la ‘ndrangheta in qualità di parte offesa e parte civile. L’ex Procuratore Nazionale Antimafia Pierluigi Vigna lo definisce “il principale testimone di giustizia italiano”.
Il 27 ottobre 2004, la Commissione Centrale del Ministero degli Interni gli comunica il termine del programma speciale di protezione con la motivazione che i processi sono terminati (cosa non vera poiché la D. D. A. di Catanzaro attestava che i processi erano ancora in corso di trattazione).
Il 19 gennaio 2005 fa ricorso al TAR del Lazio contro la revoca della protezione e nel gennaio 2009 lo stesso si pronuncia (dopo 50 mesi!!! – a fronte dei 6 stabiliti dalla legge) dandogli pienamente ragione.
Nell’aprile 2009, non avendo ricevuto alcuna risposta dalla Commissione Centrale del Ministero degli Interni, decide di intraprendere lo sciopero della fame e della sete in segno di protesta contro la mancata ottemperanza della sentenza del TAR, sciopero che rinvia per rispetto ai terremotati d’Abruzzo. Pochi giorni fa riferisce di aver stabilito la data di esso in quella del 12 maggio 2009.
E’ di poco fa la notizia che Pino Masciari ha sospeso lo sciopero dopo che è arrivato dal Viminale un comunicato nel quale si dice che sarà sentito giorno 14 maggio.
In tutta questa situazione la cosa che indigna maggiormente è il totale disinteresse dei media su questo fatto così importante che vede un cittadino con un fortissimo senso dello Stato lottare per i suoi diritti.
Quasi tutti i telegiornali nazionali hanno completamente ignorato l’evento, eccezion fatta per il Tg3, che ieri ha dedicato alla notizia 25 secondi.
Il Tg1, il telegiornale più popolare, ieri sera, piuttosto che dedicarsi a questo tema, ha preferito parlare a lungo dei saldi (con tanto di interviste) che ci sono a Trento tutto l’anno ed invitare gli ascoltatori a esprimere nel sito le loro opinioni. Che vergogna…
Un altro fatto sconcertante e veramente sorprendente è l’aver constatato che nei siti internet dei maggiori quotidiani nazionali come Corriere.it e Repubblica.it non vi sia alcuna notizia su questo caso.
Io, da cittadino libero, mi sento in dovere di ribellarmi a questa mancanza di informazione. Voglio ribellarmi all’oblio che è calato su questa vicenda. Voglio farmi portavoce della causa di questa persona.
Quest’uomo non vive più da 12 anni per il suo grandissimo senso civico. E’ stato costretto a fare una scelta di vita: o piegarsi alla criminalità organizzata o ribellarsi. Sappiamo tutti che gli “conveniva” scegliere la prima ipotesi; avrebbe sempre avuto una famiglia da godersi, la sua attività sarebbe fiorita, i suoi affetti sarebbero rimasti tali.
Invece ha scelto di non piegarsi, di ribellarsi e di andare avanti senza guardare in faccia nessuno. E per questo è stato privato dei suoi affetti, della sua attività, della sua famiglia.
Lo ha fatto per lasciarci un messaggio, che dobbiamo ascoltare ed apprezzare. Credo sia questo: un mondo migliore si può creare, solo se lo vogliamo noi…
Forza, Pino!
Simone Italiano
Ciao Simone, ho letto con molto interesse il tuo ultimo post su Pino Masciari. Denunciare come fai tu è un obbligo civile il silenzio e collusione.
A presto